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Indicativo presente (v. regolari)

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Oggi iniziamo a vedere insieme la coniugazione dei verbi. Nel video di oggi studieremo e ripasseremo insieme la coniugazione dei verbi all’indicativo presente.

Ok, eccoci qua. Come vedete ho già fatto la tabella con alcuni verbi. In particolar modo ho scelto un verbo in -are, un verbo in -ere, un verbo in -ire e un verbo in -ire -isc-. I quattro verbi che ho scelto sono abitare, mettere, dormire e capire, che diventa capisco. Partiamo dalle persone, ovvero dai pronomi personali soggetto. In italiano esistono sei persone, ovvero la prima persona singolare, la seconda persona singolare, la terza persona singolare, la prima persona plurale, la seconda persona plurale e la terza persona plurale. Per la terza persona singolare abbiamo due opzioni: abbiamo “lui” per gli uomini, per il sesso maschile, e “lei” per le donne e per il sesso femminile. Il pronome personale “lei” può essere però anche usato in una situazione formale. Nelle situazioni formali usiamo quindi “Lei” sia per gli uomini che per le donne. Ad esempio, una situazione formale potrebbe essere questa: due persone si incontrano. La prima dice: “Buongiorno, come sta signore?” e l’altra persona risponde: “Tutto bene, grazie! E Lei come sta?”. Si usa quindi la terza persona singolare anche se stiamo parlando direttamente a un’altra persona e il “Lei”, il pronome per le situazioni formali, viene scritto in questo caso con la L maiuscola e si usa anche con gli uomini, anche con il sesso maschile.

Quindi, torniamo ai verbi. Abbiamo visto i pronomi personali soggetto in italiano. Ora, come si coniugano i verbi in italiano? Purtroppo, la coniugazione dei verbi in italiano è abbastanza complicata perché ogni persona, ogni pronome personale, ha una sua coniugazione. Guardiamo il verbo in -are, in questo caso abitare. Il verbo abitare si coniuga all’indicativo presente in questo modo: io abito, tu abiti, lui/lei abita, noi abitiamo, voi abitate, loro abitano. Come vedete ho messo in grassetto, quindi ho reso più scuro, il suffisso, la desinenza di questi verbi, cioè come finiscono, diciamo. Io abito: quindi alla radice del verbo abitare abit- abitare, la radice del verbo è abit più -are. Quindi alla radice del verbo abit- si aggiunge la -o per la prima persona singolare; per la seconda persona singolare alla radice del verbo si aggiunge la -i; alla terza persona singolare alla radice del verbo abit- si aggiunge la -a; per la prima persona plurale si aggiunge -iamo, abitiamo; per la seconda persona plurale si aggiunge -ate, abitate e per la terza e ultima persona plurale si aggiunge -ano, abitano.
Guardiamo ora il secondo verbo, la famiglia dei verbi in -ere. Per questa famiglia ho scelto il verbo mettere: io metto, tu metti, lui o lei mette, noi mettiamo, voi mettete, loro mettono. Come vedete anche in questo caso avviene la stessa identica cosa del verbo abitare: alla radice del verbo mettere, la sua radice è mett- più -ere. Quindi, alla radice del verbo mett- aggiungiamo di volta in volta le desinenze delle varie persone. Quindi, io metto, -o per la prima persona singolare; tu metti, -i per la seconda persona singolare; lui/lei mette, -e per la terza persona singolare; noi mettiamo per la prima persona plurale; voi mettete per la seconda persona plurale e loro mettono per la terza persona plurale.

Guardiamo la famiglia dei verbi in -ire. Per questa famiglia, per questo gruppo di verbi, ho scelto il verbo dormire. Di nuovo, quale sarà la radice del verbo dormire? È molto semplice: dormire, a dormire dobbiamo togliere, separare -ire. Quindi, dorm- più -ire. Quindi, la radice del verbo è dorm-. A dorm- dovremo aggiungere man mano i suffissi o le desinenze delle varie persone. Quindi come diventa il verbo dormire all’indicativo presente? Molto semplice: io dormo, tu dormi, lui/lei dorme, noi dormiamo, voi dormite, loro dormono. Come vedete di nuovo aggiungiamo le solite desinenze: -o, -i, -e, -iamo e -ono. Quelle della…le desinenze della terza persona singolare e della seconda persona plurale hanno un leggero cambiamento. Ovvero, cos’è che cambia? La vocale tematica. La vocale tematica è questa qui: -ate per i verbi in -are, -ete per i verbi in -ere, -ite per i verbi in -ire. Come vedete i verbi in -are finiranno in -ate. La a, che troviamo nell’infinito, rimane. Quindi abitare > abitate, mettere > mettete, dormire > dormite. La vocale rimane. Allo stesso modo più o meno, la stessa cosa più o meno succede alla terza persona singolare. Abitare diventa lui/lei abita; mettere diventa lui/lei mette. L’eccezione c’è col verbo dormire. Quindi, dormire diventa lui/lei dorme. Non può essere lui/lei dormi perché dormi è già la coniugazione della seconda persona singolare, tu dormi. Quindi lui/lei sarà dorme come per i verbi in -ere.

Bene, ora spostiamoci e guardiamo l’ultima macro-famiglia dei verbi in -ire che però non si coniugano normalmente, ma alla tradizionale coniugazione dei verbi in -ire aggiungono l’interfisso -isc-. Alcuni di questi verbi, dei più importanti o più usati sono capire, preferire e finire, ma ce ne sono tanti altri. Guardiamo come funziona. Di nuovo, qual è la radice? Molto semplice: capire, dividiamo -ire dal resto del verbo, quindi cap- più -ire. Alla radice del verbo cap- in questo caso dobbiamo aggiungere -isc-. Quindi, come diventa la coniugazione di capire all’indicativo presente? Io capisco, cap- -isc- più -o; tu capisci, cap- -isc- più -i; lui/lei capisce, cap- -isc -e, capisce; noi capiamo, in questo caso il verbo torna a una coniugazione normale, tradizionale, diciamo, dove alla radice cap- si aggiunge solo -iamo, la desinenza tradizionale dell’indicativo presente; voi capite, di nuovo cap- più -ite, non c’è -isc-, ma alla terza persona plurale -isc- ritorna. Diventa quindi loro capiscono. Quindi: io capisco, tu capisci, lui/lei capisce, noi capiamo, voi capite, loro capiscono.
Attenzione alla pronuncia di questo verbo: io capisco. Capisco si può pronunciare in questo modo: capisco, è come se stessimo leggendo qualcosa del genere /kapisko/ dove il suono della “c” è duro, /kapisko/. Nel secondo caso però tu capisci è molto diverso. Capisci è come se leggessimo qualcosa del genere /kapishi/, è un suono diverso, il suono della “sh”, /kapishi/, perché il trittongo SCI oppure SCE si legge /shi/ oppure /she/. Non è quindi /kapistchi/ o /kapiski/, ma /kapishi/, un suono diverso da quello di /kapisko/. Quindi, di nuovo: io capisco, tu capisci, lui/lei capisce, noi capiamo, voi capite, loro capiscono.

Bene, ecco qua, questa quindi è la coniugazione dei verbi all’indicativo presente. Questa è la coniugazione dei verbi regolari. Purtroppo, in italiano esistono tante eccezioni, ci sono tante irregolarità. In quel caso con un verbo irregolare ci saranno dei cambiamenti e dobbiamo studiare verbo per verbo. Però sappiate che ci sono anche tantissimi verbi regolari dove si applicano le regole che abbiamo appena visto.

Sul mio sito nella sezione “BLOG”, nel post dedicato a questo video, troverete il documento word, il documento pdf che abbiamo utilizzato nella lezione di oggi. Mi raccomando, se avete dei dubbi o delle domande provate a riguardare questo video almeno un’altra volta. Se i dubbi rimangono, scrivetemi un commento qua sotto per condividere le vostre perplessità insieme agli altri oppure inviatemi un messaggio su Instagram o una e-mail.

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Per questo video è tutto. Vi ricordo che sul mio sito, nella sezione “BLOG” trovate la trascrizione di tutti i video e ulteriori materiali gratuiti! Potete poi trovarmi su Facebook, Instagram e TikTok, vi lascio i link dei miei canali, dei miei profili nella descrizione questo video, sempre qua sotto. Ci vediamo nel prossimo video! A presto, ciao!

Clicca QUI per scaricare la tabella con la coniugazione dei verbi regolari al presente indicativo.

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